cronofarmacologia

Quanto discusso nei punti precedenti, ci permette di sviluppare rezionalmente la questione dei tempi di somministrazione dei farmaci.

Per la nostra discussione è interessante - ai fini della tecnologia farmaceutica - un seppur limitato cenno alle conoscenze sui ritmi circadiani, che cercano una qualche correlazione fra effetto di un farmaco e ora della sua somministrazione.
La somministrazione di corticosteroidi, per esempio, può essere resa più razionale se si tiene conto del fatto che le surrenali presentano il max di attività verso le prime ore del mattino.

ritmi circadiani osservati in lavoratori diurni e notturniNei due diagrammi a destra, sono mostrate le concentrazioni plasmatiche di corticosteroidi riferite a soggetti che lavorano durante il giorno ed a lavoratori notturni.

Fondandosi su queste osservazioni, sono state sviluppate due specialità medicinali:

Da quanto accennato, è chiaro che si sta facendo strada una nuova branca applicativa della terapia medicamentosa: la cronofarmacologia, la farmacologia connessa cioè non soltanto con le dosi dei farmaci da somministrare, ma anche con il momento in cui i farmaci vanno somministrati. Si è ritenuto infatti per secoli che somministrando identiche dosi di una medicina, l'efficacia di essa fosse costante in tutti; a parte i casi di sensibilità, differenziata da persona a persona, verso la medicina stessa (per cui un identico farmaco in certi casi fà bene, in altri fà poco e in altri ancora dà disturbi) è risultato che uguali dosi a uguali intervalli di tempo danno tuttavia effetti diversi, mentre effetti costanti si possono ottenere con dosi diverse somministrate in tempi diversi.

Questa relatività di effetti, più che al farmaco, è dovuta all'organismo che lo riceve e al momento in cui lo riceve; al mattino, per essere espliciti, un farmaco può dimostrarsi più attivo che alla sera perché, al mattino, le funzioni dell'organismo si trovano in una fase di attività che rende l'organismo stesso più ricettivo alla sua efficacia. pertanto, la conclusione dei farmacologi clinici, è che la tempo-dipendenza dell'azione dei farmaci è non soltanto quantitativa ma anche qualitativa; in altre parole, la somministrazione dei farmaci andrà sempre riferita in futuro ai "tempi del corpo" e non al "tempo dell'ambiente", quello segnato dall'orologio.
D'altra parte, se è possibile, grazie ai dovuti accertamenti di cui si è appena parlato, modificare le terapie secondo le caratteristiche individuali dei pazienti, si sta pure dimostrando che sarà possibile manipolare i ritmi biologici del nostro corpo, in modo da ottenere una maggiore disponibilità dell'organismo nei confronti di determinate cure.


farmacodinamica1 potenza, efficacia e biodisponibilità2 farmacodinamica3 4 placebo5 fattori determinanti le modificazioni nella farmacocinetica6 bioequivalenza dei generici7 studio di una terapia antibiotica8
home page HOME PAGE

Marcello Guidotti, copyright 2003
questa pagina può essere riprodotta su qualsiasi supporto o rivista purché sia citata la fonte e l'indirizzo di questo sito (ai sensi degli artt. 2575 e 2576 cc. Legislazione sul diritto d'autore). Le fotografie sono tratte da siti web e costituiscono materiale pubblicitario, oppure sono, o possono ritenersi, di pubblico dominio purché utilizzate senza fini di lucro.