farmacocinetica
La farmacocinetica ha per obiettivo lo studio di modelli matematici relativi all'assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione di un farmaco.
la cute
Una via di somministrazione dei farmaci di rilevante interesse è attraverso la cute, e la descrizione dei processi di assorbimento in essa coinvolti richiede la conoscenza almeno schematizzata della sua struttura.
La cute è il tessuto epiteliale più esteso, più spesso e complesso di tutto il corpo, ed è un organo che adempie a funzioni di termoregolazione e di protezione. La cute, essendo impermeabile, difende l'organismo dagli agenti atmosferici e dai microrganismi diffusi nell'ambiente, permettendo comunque una sana respirazione e traspirazione. E' formata (v. figura a destra), procedendo dall'esterno (dall'alto) verso l'interno, dall'epidermide e dal derma.
L'epidermide è la parte più superficiale della cute, formata a sua volta da quattro strati di cellule:
- strato corneo: è la parte visibile dall'esterno. Le sue cellule, incapaci di riprodursi, sono di fatto involucri contenenti cheratina, una proteina ricca di zolfo che compone anche le unghie, i peli e i capelli. Lo strato corneo, insensibile, costituisce una valida difesa per il nostro corpo che non ha, come quello di quasi tutti gli altri animali, penne, squame o pellicia per proteggerlo dalle lesioni e dall'evaporazione.
Nello strato corneo si concentrano importantissime funzioni di protezione in quanto è impermeabile all'acqua (evita cioè sia la sua penetrazione, sia la sua fuoriuscita eccessive) ed ai gas; ha una certa resistenza ad alcali e acidi, oltre che a sollecitazioni meccaniche, elettriche e così via; infine, respinge in buona parte gli agenti biologici che tentano di aggredire l'organismo. Questo strato si rinnova eliminando le vecchie cellule quando vengono sostituite da quelle nuove, che risalgono dallo strato germinativo (il più profondo). Un percorso che compiono all'incirca in 28 giorni.
- strato lucido: è visibile solo nelle zone del corpo esposte ad attrito, come le palme delle mani e le piante dei piedi; è il responsabile principale dell'impermeabilità della cute.
- strato granuloso: costituisce il confine tra le parti cheratinizzate, più superficiali e amorfe, e le cellule vitali delle zone più profonde, come quelle dello strato spinoso, che prende il nome dalla forma delle sue cellule, dotate di protuberanze appuntite che hanno la funzione di collegare tra loro le varie cellule e che conferiscono solidità all'epidermide nel suo insieme.
- strato basale o germinativo (o di Malpighi): si chiama così perché è in esso che proliferano gli elementi cellulari (cilindrici) che si moltiplicano attivamente, spingendo di continuo verso l'esterno gli strati più vecchi. Qui avvengono i processi più importanti ai fini della cicatrizzazione. Lo strato basale è la sede dei melanociti, le cellule responsabili del colore della pelle e dei nei (o nevi), ma anche dell'abbronzatura che, estetica a parte, serve a proteggere la pelle dalle radiazioni solari.
Inferiormente all'epidermide, che si può considerare lo strato difensivo della cute, si trova una membrana chiamata giunzione dermoepidermica; sotto di questa, si ha il derma.
Il derma è ricco di vasi sanguigni che servono anche a nutrire lo strato inferiore dell'epidermide, che è priva di vasi propri. Si può osservare che la superficie della pelle è percorsa da solchi sottilissimi che si incrociano delimitando aree romboidali, oppure decorrono paralleli separando sottilissime creste: queste "papille" corrispondono a ondulazioni della superficie di contatto fra derma ed epidermide, ove si raccolgono anse vascolari e terminazioni nervose.
Lo strato profondo del derma è ricco di cellule adipose e forma il cosiddetto "pannicolo adiposo" più o meno abbondante a seconda delle zone corporee e degli individui. Epidermide e derma sono infine sedi di particolari formazioni: peli, unghie, ghiandole sudoripare, sebacee e terminazioni tattili.
Al derma si deve soprattutto la termoregolazione, ottenuta grazie alla sudorazione ed alla capacità di regolare la quantità di sangue circolante nella cute. In esso, infatti, sono contenuti elementi importanti come le ghiandole sudoripare; numerosissime terminazioni nervose e vasi capillari; i follicoli che ospitano i peli. E' sempre nel derma che troviamo le cellule e le sostanze che determinano l'elasticità cutanea: il collagene, una proteina che rappresenta da sola il 90% del peso del derma; le fibre reticolari, fatte di una proteina simile al precursore del collagene e responsabili dell'adesione dell'epidermide al derma; le fibre elastiche, formate da elastina (una proteina con caratteristiche ancóra differenti: dopo una trazione può tornare alle dimensioni che aveva prima, pur non essendo particolarmente resistente).
Le cellule che compongono il derma sono di vario tipo ed hanno funzioni per la produzione di sostanze specifiche. Così, ci sono cellule che producono il collagene, altre la melanina, altre ancóra l'istamina (quella che entra in gioco nelle reazioni agli allergeni o a sostanze irritanti come, per esempio, il veleno di api e zanzare). Inoltre, ci sono le plasmacellule, che appartengono alla famiglia dei linfociti, e gli istiociti (entrambe lavorano per il sistema immunitario). Il derma ha uno spesso da 15 a 40 volte superiore a quello dell'epidermide.
Infine, troviamo l'ipoderma, lo strato che lega e congiunge la pelle alle fasce muscolari e al rivestimento delle ossa. È formato da un tessuto connettivo molle e da abbondante adipe (tanto che viene chiamato anche "pannicolo adiposo").
assorbimento attraverso la cute
L'assorbimento cutaneo evidenzia la sua importanza ove si consideri che la superficie cutanea in una persona adulta è di circa 1,8 m2 ed esiste una vasta gamma di sostanze in grado di superare la barriera naturale della pelle.
Un assorbimento per via cutanea oltre a rari casi di intossicazione acuta, agisce con un meccanismo lento di accumulo. Contrariamente ad altre strutture del corpo, la pelle è costantemente esposta all'ambiente e le sostanze assorbite dalla pelle entrano direttamente nel circolo sanguigno. Per questo motivo in alcuni casi vengono somministrati medicinali per via transdermica, in modo da evitare interferenze da parte dello stomaco o dell'intestino e nello stesso tempo non provocare eventuali danni alla parete gastrica.
La pelle, come abbiamo visto, è formata da più strati e la permeazione dei vari strati si ha attraverso tre modalità:

- a: penetrazione tra le cellule (transcellulare);
- b: penetrazione attraverso le cellule (intercellulare);
- c: penetrazione attraverso i follicoli piliferi, le ghiandole sudoripare o sebacee, la via pilosebacea.
la diffusione dipende da vari fattori: la concentrazione della sostanza, l'area su cui è applicata, la composizione della sostanza e la sua affinità per la pelle, l'idratazione della pelle, lo spessore dello strato corneo, il tempo di applicazione. Anche eventuali danni o lesioni presenti sulla pelle facilitano l'ingresso delle sostanze.
Il grafico a destra, individua due stadi: il primo (via pilosebacea) corrisponde ad una crescente velocità nell'intervallo di tempo che separa l'inizio dell'assorbimento dal raggiungimento dell'equilibrio; il secondo (via transepidermica) è caratterizzato da velocità costante.
In particolare, il passaggio pilosebaceo è un processo di diffusione passiva con cui il farmaco passa da una zona a concentrazione maggiore ad una minore. L'intero processo di assorbimento, descritto con modelli matematici complessi, può essere approssimato matematicamente dalla legge di Fick, che è stata modificata da Higuchi per meglio adattarla alla via trans-epidermica:
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dove:
Cv = concentrazione del principio attivo nel veicolo;
R = coefficiente di ripartizione del principio attivo tra veicolo e barriera;
Ds = coefficiente di diffusione del principio attivo attraverso l'epidermide;
A = superficie interessata all'assorbimento;
h = spessore attraversato
Come si vede, l'eq. 1 prevede che quando il gradiente di concentrazione si annulla, la velocità di assorbimento diviene costante (tratto colorato in rosso della curva). L'equazione di Higuchi fornisce solamente un'utile approssimazione (come accennato esistono modelli matematici molto complessi e più adatti a descrivere il processo di assorbimento) in quanto non tiene conto di molti fattori che possono influenzare l'assorbimento trans-epidermico:
- stato della pelle: ha molta importanza soprattutto lo strato di idratazione, in quanto aumenta le dimensioni dei pori e favorisce la velocità di assorbimento delle sostanze idrosolubili .
Per idratare la cute si usano veicoli con caratteristiche occlusive, cioè tali che la loro applicazione formi una pellicola in grado di impedire l'evaporazione dell'acqua. In questo modo, l'acqua che è presente negli strati più profondi della pelle raggiunge gli strati superficiali aumentandone l'idratazione. Anche l'applicazione di un cerotto sulla pelle, aumenta localmente l'idrazione favorendo l'assorbimento;
- tipo di pelle: la penetrazione dei medicamenti è considerevolmente influenzata dalla zona di applicazione in quanto la struttura della pelle ed il pH (v. valori pH corporeo) variano localmente. Lo stato della pelle è pure decisivamente importante se sano, leso o eventualmente affetto da condizioni patologiche;
- caratteristiche del principio attivo: la pelle ha un'azione selettiva nei confronti di varie sostanze, di modo che alcune passano attraverso la pelle, altre attraverso la via pilo-sebacea;
- Le sostanze lipidiche o sospese in lipidi vengono assorbite più velocemente e per lo più attraverso la via pilosebacea. Più in generale, le sostanze che attraversano la pelle sono a basso peso molecolare, non ionizzate e piuttosto liposolubili.
- la via transcellulare o transepidermica è seguìta dalle sostanze non lipoidee. Appena la sostanza con il suo veicolo giunge a contatto con lo strato lucido (che costituisce un ostacolo al passaggio di sostanze chimiche), una parte lo attraverserà per via pilosebacea; poi, quando dall'altra parte dello strato lucido si sarà raggiunta una certa concentrazione, avrà inizio la fase trans-epidermica (in questo caso, la via pilo-sebacea si comporta come una via di derivazione).
- caratteristiche del veicolo: il modello di Higuchi ammette che l'eccipiente, cioé il supporto con cui è veicolato il farmaco, ceda facilmente quest'ultimo e quindi il passaggio difficile sia proprio l'assorbimento attraverso l'epidermide. In realtà, l'eccipiente può avere un'azione decisiva per l'assorbimento in quanto rilascerà difficilmente i principi attivi molto solubili in esso. In particolare, un veicolo acido migliora l'assorbimento dei princìpi attivi con caratteristiche acide in quanto questi, rimanendo nello stato indissociato, sono assorbiti più facilmente.
I farmaci per uso topico rivestono un ruolo rilevante nella terapia di un gran numero di affezioni
dermatologiche. Tuttavia, questi preparati, per raggiungere gli strati cutanei più profondi dove esplicare la loro attività farmacologica, devono superare la barriera costituita dallo strato corneo. L'ostacolo costituito da questa struttura cutanea deriva principalmente dall'impermeabilità dei suoi elementi cellulari alla maggior parte dei soluti, caratteristica legata alla cheratinizzazione, ma anche alla composizione in ceramidi, colesterolo e acidi grassi delle lamelle lipidiche.
Il trasporto attraverso lo strato corneo avviene per diffusione passiva ed è funzione
delle caratteristiche chimico-fisiche dell'transepidermicaagente permeante. Esistono, quindi, solo due possibili
vie di permeazione (intese come penetrazione da uno strato cutaneo ad un altro strutturalmente
e funzionalmente diverso): la via intercellulare e quella transcellulare. Le sostanze
lipofile possono utilizzare esclusivamente la via intercellulare, con un percorso particolarmente
tortuoso, mentre i composti idrofili o polari possono permeare in modo più veloce sfruttando la
via transcellulare. I processi farmacodinamici di penetrazione, permeazione e assorbimento sono
pertanto influenzati dalla struttura cutanea, dalla struttura fisico-chimica della formulazione
usata come veicolo e dalla natura del principio attivo, oltre che dalla dose applicata.
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