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| immagine al microscopio elettronico di una emulsione O/A : 1) fase acquosa esterna; 2) fase oleosa interna (tratta dal sito: www.eucerin.co.uk) | immagine al microscopio elettronico di una emulsione O/A con maggior contenuto di olio: 1) fase acquosa esterna; 2) fase oleosa interna (tratta dal sito: www.eucerin.co.uk) |
Un problema fondamentale consiste nel prevedere il tipo di emulsione che si formerà dalla agitazione di due fasi immiscibili, e ciò dipende da vari fattori:
La regola di Bancroft, trova il suo fondamento teorico ove si consideri che l'abbassamento della tensione superficiale di un liquido ne favorisce la frammentazione in gocce; sicché, se mescoliamo due liquidi immiscibili tra loro addizionandovi un tensioattivo, questo ridurrà in misura minore la tensione superficiale del liquido in cui è più solubile (la riduzione della tensione avviene alla superficie di un liquido) e sarà quindi questo liquido che si comporterà da fase esterna.Il fenomeno della coalescenza, fà sì che qualsiasi emulsione sia soggetta a destabilizzarsi; in questo processo possiamo distinguere tre stadi:
Anche l'accennata inversione dell'emulsione può ritenersi, se indesiderata, destabilizzante: in particolare, questa può verificarsi o quando il volume della fase discontinua è troppo elevato o per azione di un tensioattivo. Ad es., se si impiega come tensioattivo un sapone sodico (idrosolubile) e nella fase continua sono presenti ioni calcio, questi trasformeranno il sapone in calcico (liposolubile) e ciò può favorire l'inversione.
| sostanza | HLBr O/A | sostanza | HLBr O/A |
| acido laurico | 16 | olio di oliva | 7 |
| acido linoleico | 16 | olio di ricino | 14 |
| acido oleico | 17 | olio di sesamo | 7 |
| acido stearico | 17 | olio di semi di carote | 6 |
| alcol cetilico | 15 | olio di semi di cotone | 7,5 |
| burro di cacao | 6 | olio di semi di girasole | 7 |
| cera carnauba | 12 | olio di soia | 7 |
| cera d'api | 9 | olio di vaselina | 10 |
| lanolina | 12 | paraffina | 10 |
| olio di avocado | 7 | ||
| olio di cocco | 8 | ||
| olio di Jojoba | 6,5 |
Per determinare l'HLBr di un'emulsione, si preparano una decina di emulsioni stabilizzate da tensioattivi con HLB differenti, assegnando l'etichetta HLBr all'emulsione più stabile. Il valore dell'HLBr sarà ovviamente diverso a seconda che l'olio costituisca la fase continua o la fase discontinua. Noto il valore di HLBr, si può scegliere il tensioattivo più adatto, non solo come indice di HLB, ma anche in base a compatibilità chimiche e norme legislative. A tale scopo, è generalmente conveniente miscelare due tensioattivi, calcolando la loro presenza percentuale in miscela graficamente o analiticamente.
L'indice HLB è una grandezza estensiva (i suoi valori possono essere sommati algebricamente) e quindi è possibile prevedere gli effetti della combinazione risultante dall'associazione di due tensioattivi semplicemente calcolando la media aritmetica dei corrispondenti indici. Ad es., mescolando in parti uguali uno Span con HLB = 3 ed un Tween con HLB = 15, avremo una miscela con HLB = (3 + 15)/2 = 9. Questo fatto è molto utile in quanto per preparare certe emulsioni, sono richiesti dei particolari valori di HLBr che sono facilmente ottenibili miscelando due tensioattivi.
E' possibile giustificare intuitivamente l'effetto della combinazione di due tensioattivi: si osservi la figura a destra, dove sono schematizzati due tipi di tensioattivi con affinità per le fasi acquosa ed oleosa leggermente diversa. Risulta evidente la possibilità che i due tensioattivi si inseriscano nella fase acquosa in modo da formare uno strato più compatto.
In generale, nella miscelazione di due tensioattivi, l'ottenimento di un particolare valore di HLB
comporta che le concentrazioni dei due singoli tensioattivi siano diverse ed è possibile valutarle sia analiticamente che graficamente. Supponiamo, per es., di voler determinare le percentuali, x ed y, di due tensioattivi caratterizzati rispettivamente dai valori HLBx ed HLBy, necessarie per ottenere una miscela con indice HLBr.
Posto x + y = 1 (ossia la somma delle percentuali secondo cui vengono miscelati i due tensioattivi), risulta:
risolvendo rispetto ad x, ed esprimendo il risultato come percentuale, si ottiene:
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esempio: per concretizzare quanto discusso, si consideri la preparazione cosmetica riportata a destra, che essendo costituita da più componenti, richiede un calcolo a parte per l'HLBr:
| olio di vaselina | 33 parti |
| lanolina | 2 parti |
| alcol cetilico | 1 parte |
| emulsionante | 5 parti |
| acqua | q.b. a 100 |
olio di vaselina = (33/36) · 100 = 91.66%
lanolina = (2/36) · 100 = 6.05%
alcol cetilico = (1/36) · 100 = 2.77%
poiché i rispettivi HLB riferiti alle sostanze singole sono: 10, 12, 15 (cfr. tabella precedente), il valore di HLBr richiesto per preparare l'emulsione più stabile con la loro associazione, sarà:
HLBr = (10 · 91.66 + 12 · 6.05 + 15 · 2.77 )/100 = 10.24
Per completare la preparazione, rimane da addizionare l'emulsionante (5 parti): per ottenere l'HLBr = 10.24 , si può miscelare uno Span con HLB = 3 e un Tween con HLB = 15
i due tensioattivi devono essere combinati nelle percentuali Tween 60% e Span 40% , che per 5 parti di emulsionante corrispondono a 3 parti di Tween e 2 parti di Span.
Il procedimento analitico può essere efficacemente sostituito utilizzando grafici già predisposti (come quello riportato in figura a destra), dove in ordinate sono riportati, da ambo il lati, i valori di HLB corrispondenti a vari tensioattivi, ed in ascissa una doppia scala fornisce i valori relativi delle concentrazioni espresse in percentuale. Il principio del metodo è basato sulla dipendenza della combinazione lineare dell'HLB dalle concentrazione.
Supponiamo, ad es., di voler realizzare una miscela di tensioattivi per preparare un'emulsione il cui HLBr = 9.8, avendo a disposizione uno Span 40 (HLB = 6.7) ed un Tween 20 (HLBr = 16.7). La miscelazione produce, in corrispondenza delle loro relative concentrazioni, una serie di valori HLB, riportati su una retta da 8.7 a 16.7, sicché la composizione percentuale della miscela avente HLBr si ottiene dall'intersezione di questa retta con la retta parallela all'asse delle sacisse e passante per il valore HLBr = 9.8
Il calcolo numerico può essere impiegato per la determinazione dell'HLB di un tensioattivo. Si procede in questo modo: si preparano alcune miscele, in varie proporzioni, di un tensioattivo avente HLBn (n = noto) con il tensioattivo di cui non si conosce l'HLBi (i = incognito). Poi, con queste miscele, si prepara una emulsione di cui si conosca l'HLBr. Alla miscela di tensioattivi che dà l'emulsione più stabile, si assegna il valore di HLBr e quindi si calcola l'HLBi con questo procedimento:
posto x + y = 1 (ossia la somma delle percentuali secondo cui vengono miscelati i due tensioattivi), risulta:
essendo noti HLBn ed HLBr, risolvendo questa equazione, si ricava HLBi
L'emulsione riportata nella ricetta in basso a destra, è la cosiddetta cold cream. In questo caso, per conferire caratteristiche più adatte all'uso topico, si formula un'emulsione A/O .
La stabilizzazione di questa emulsione, che si presenta come una forma cremosa, è affidata alla presenza di un tensioattivo prodotto in situ dalla salificazione dell'acido cerotico - contenuto nella cera - con l'acido borico.
Le due preparazioni citate sono riportate nella loro formulazione classica e quindi il tipo e la quantità di tensioattivo non deve essere calcolata (come è stato fatto negli esempi proposti): è un pò come la pasta alla carbonara, si può modificarne la ricetta (come faccio io perché sono vegetariano) ma allora non è più pasta alla carbonara... è un'altra cosa.
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Marcello Guidotti, copyright 2003-2004-2005-2006-2009
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